Pubblicato da u6yej il giugno 7, 2016

La storia del Battistero di San Giovanni

Il Battistero di San Giovanni, si trova nel centro di Firenze, a Piazza San Giovanni ed è uno degli edifici più amati dai turisti per la sua curiosa forma ottagonale riserva una prospettiva del tutto nuova rispetto agli altri edifici Fiorentini.

E’ stato dedicato a questo Santo, Giovanni per l’appunto, perché egli è sempre stato patrono della città fiorentina.

Per cui creare un battistero che portasse il suo nome, per i fiorentini è stato un modo per essergli grati per tutto il suo operato passato.

Lo stesso Dante Alighieri, nella divina Commedia, precisamente nel XIX canto dell’Inferno, cita nei versi 16-18, il Battistero di San Giovanni:

Non mi parean [i fori] men ampi né maggiori
che que’ che son nel mio bel San Giovanni,
fatti per loco de’ battezzatori.

Come abbiamo detto già in precedenza il battistero è per lo più marmoreo e porta una forma ottagonale, tipica dei battisteri bizantini che risalgono al Medioevo.

C’è un perché riguardo la forma ottagonale, anche se non è stato ancora appurato del tutto, si pensa che sia legato al Nuovo Testamento del Cristianesimo, nel quale l’ottavo giorno della settimana rappresenta l’Eternità ma soprattutto la Resurrezione.

Le dimensioni del Battistero, raggiungono un diametro quasi 26 metri, ed è stato costruito così grande poiché in passato, le date annuali nelle quali era possibile effettuare il battesimo, erano solamente due, per cui, hanno cercato di creare un edificio che fosse in grado di accogliere più persone possibili.

Le 8 facciate del Battistero, sono collegate perfettamente al tetto, quest’ultimo, riporta più o meno la stessa struttura, poiché non è un tetto unico e piatto, ma si innalza verso l’alto ed anch’esso è costituito da 8 spicchi.

Per quanto riguarda le porte, in totale sono 3 e si trovano praticamente su tre facciate differenti del Battistero.

Infine vogliamo specificare che la Porta Nord fu realizzata dal Ghiberti con l’aiuto del Brunelleschi ed è quella “dedicata” appunto, al Nuovo Testamento.